Da bambino, ho viaggiato molto con la mia famiglia. Papà era un pilota della Marina americana e grazie a questo tutti noi abbiamo potuto visitare il mondo. L’unica costante della mia giovinezza è stata la casa d’infanzia di mia madre a Westerly, una città prevalentemente di italiani nel sud-ovest della Rhode Island.
La tradizione è importante per la mia famiglia, anche se siamo lontani dal nostro vecchio paese da tre generazioni.
La vigilia di Natale è ancora celebrata con 13 portate di pesce, Pasqua con frittata e prosecco, e così gennaio e febbraio sono i mesi più speciali dell’anno quando l’intera famiglia, giovani e vecchi allo stesso modo, si riunisce per fare il “soupy” che è il nome che noi usiamo per la speciale salsiccia “soppressata” asciugata all’aria.
Quando Pasqua è vicina, prendiamo le salsicce seccate nelle rastrelliere dalla fresca cantina che mio nonno (il mio “nanutz”) creò appositamente per quello scopo quando costruì la casa.
Sommergiamo poi la salsiccia in olio di oliva dove rimarrà fintanto che un’occasione familiare richiederà qualcosa di veramente speciale. Qualche anno fa, mentre lavoravo al Bar Promenade della Rainbow Room a New York, una parte di quella tradizione tornò indietro.. Stavo per ordinare un nuovo menù stagionale di cocktail quando un venditore mi lasciò un paio di bottiglie di grappa Nardini. All’ interno di una vi era un rametto di erba, che riconobbi essere la “Ruta”. Quest’erba era infatti considerata molto versatile a casa della nonna nel Rhode Island. Solitamente prendevamo il tè con la Ruta per calmare lo stomaco; aggiungevamo quest’erba anche all’ alcool denaturato, in modo tale che, applicato sulle ferite, il dolore fosse alleviato. E miracolosamente accelerava la guarigione se applicata sui nostri graffi e lividi. Ed eccola qui, la pianta magica in una bottiglia di grappa trovata in commercio… la comprai subito naturalmente!!
Questa si dimostrò essere non soltanto una qualsiasi grappa, ma una vera e propria grappa tradizionale artigianale che dimostrava con orgoglio il suo carattere. La Ruta Nardini è uno dei migliori distillati in una categoria molto affollata.
Siate cauti miei colleghi artigiani; la “mixologia” con questo “spirito unico”, come il forte sapore dei suoi cugini – lo Scotch Whisky single malt e la Tequila pura – non è cosa facile. E’ necessaria una mano abile per domare questa ribelle in un cocktail ben bilanciato!
Io ho scelto un cugino della grappa proveniente dalla stessa regione d’Italia, il Prosecco – insieme agli aperitivi, frutta fresca ed erbe – da abbinare alle grappe Nardini. Ho lavorato con semplicità ed un tocco “soft”. Ho voluto abbinare questi drink con il cibo – come antipasti o altri appetizer – in compagnia della mia famiglia e degli amici; e con almeno uno dei cocktail abbinato al tiramisù o allo zabaione.
L’anima della grappa Nardini è nelle uve usate per produrre il vino e il suo potere e forze derivano dal suolo e dai minerali al suo interno, ma il suo carattere è opera dalla mano sapiente del distillatore.
Lo Chef Gennaro Contaldo gusta la Nardini semplicemente versandola nel caffè espresso e io pure.. Ma io spesso celebro un momento di tranquillità con la Ruta Nardini a temperatura ambiente e da sola… e tengo lontani i brutti pensieri!
Dale DeGroff