T-shirt “Etichetta Nardini”

Sono arrivate le magliette della Distilleria Nardini.

Le T-shirt sono in cotone bianco con stampata la storica Etichetta Nardini, naturalmente sono disponibili tutte le taglie!

Le puoi trovare presso la GrapperiaNardini di Bassano del Grappa :)

Le regioni produttrici della Grappa

produzione grappaLa maggior parte della Grappa viene prodotta nelle regioni del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Piemonte, luoghi, questi, dove la tradizione in questo settore ha anche le radici più profonde.

Nel Veneto la “graspa” (come la si usa chiamare in dialetto) per secoli ha accompagnato i momenti di riposo delle genti che svolgevano lavori pesanti, in campagna o nei boschi o nelle fabbriche. È sempre stata la compagna di gelide giornate invernali, che aiutava a scrollarsi di dosso il freddo incombente. E sono questi i motivi delle numerose distillerie presenti un po’ ovunque in questa regione, della intensa attività dei produttori che stanno diffondendo la cultura di questo prodotto anche al di fuori dei confini regionali, facendola entrare nelle case di tutti, sia in contesti quotidiani, più informali, che in altri più mondani.

Analoga la situazione in Friuli. Qui la “sgnape” viene servita sempre a conclusione del pasto. La troviamo nelle antiche carte che parlano di commerci con i Paesi stranieri, nei canti popolari che ne richiamano l’umanità e la funzione consolatrice nelle affaticanti vicissitudini quotidiane. Anche in Friuli la grappa è entrata in ambienti di prestigio, slegandosi così da una vecchia concezione di prodotto che la voleva “popolare”.

Per il Piemonte valgono all’incirca le stesse storie, con un’unica variante: capita spesso che la “branda” venga presentata con un fondo leggermente amabile, diversamente da quanto accade nelle altre regioni. È molto lungo l’elenco delle aziende piemontesi produttrici di grappa, note sia in Italia che all’estero, che, oltre ai classici distillati, producono anche la più particolare ed interessante grappa di Moscato.

Storia della distillazione delle acqueviti

acquavite originiL’Acquavite trae le sue origini dall’Alchimia, pratica di distillazione delle erbe aromatiche nata probabilmente nell’Asia meridionale, passata in Egitto e successivamente in Grecia dove fu appresa dai Romani. È più verosimile che la distillazione in genere abbia avuto inizio tra l’VIII ed il VI secolo a.C. in Mesopotamia, mentre quella relativa al vino per ottenerne acquavite risulta citata dagli alchimisti solo dal XII secolo d.C.

Il primo a parlare dell’ottenimento di alcool dal vino è il LULLI, nel XII secolo, che chiama per la prima volta col nome di alcol la frazione più eterea del distillato. Il medico padovano Savonarola (zio del celebre frate) pubblica il primo trattato sull’ottenimento dell’acquavite “De arte confectionis acquae vitae” nel XV secolo. L’acquavite, per lungo tempo, viene largamente utilizzata a scopo medicamentoso e viene portata in tavola come liquore soltanto nel XVI secolo. Come medicamento venne usata in dosi massicce anche per curare i bambini, o nei periodi di pestilenza. Il Manzoni stesso descriveva i “monatti” perpetuamente ubriachi durante la peste di Milano. A Venezia nel XVII secolo sorse la “corporazione degli acquavitieri”, ad indicare l’uso qui diffuso di tale prodotto.

È invece provato che la grappa vera e propria veniva correntemente prodotta nel Friuli nel XV secolo e da questa regione veniva pure esportata. Soltanto verso la metà del XVII secolo si parla inequivocabilmente di distillazione della vinaccia, ed il termine “grappa” è entrato nell’uso comune solo alla fine del secolo scorso

“Racconti di Grappa” di Dale DeGroff

Dale DeGroffDa bambino, ho viaggiato molto con la mia famiglia. Papà era un pilota della Marina americana e grazie a questo tutti noi abbiamo potuto visitare il mondo. L’unica costante della mia giovinezza è stata la casa d’infanzia di mia madre a Westerly, una città prevalentemente di italiani nel sud-ovest della Rhode Island.

La tradizione è importante per la mia famiglia, anche se siamo lontani dal nostro vecchio paese da tre generazioni.

La vigilia di Natale è ancora celebrata con 13 portate di pesce, Pasqua con frittata e prosecco, e così gennaio e febbraio sono i mesi più speciali dell’anno quando l’intera famiglia, giovani e vecchi allo stesso modo, si riunisce per fare il “soupy” che è il nome che noi usiamo per la speciale salsiccia “soppressata” asciugata all’aria.

Quando Pasqua è vicina, prendiamo le salsicce seccate nelle rastrelliere dalla fresca cantina che mio nonno (il mio “nanutz”) creò appositamente per quello scopo quando costruì la casa.

Sommergiamo poi la salsiccia in olio di oliva dove rimarrà fintanto che un’occasione familiare richiederà qualcosa di veramente speciale. Qualche anno fa, mentre lavoravo al Bar Promenade della Rainbow Room a New York, una parte di quella tradizione tornò indietro.. Stavo per ordinare un nuovo menù stagionale di cocktail quando un venditore mi lasciò un paio di bottiglie di grappa Nardini. All’ interno di una vi era un rametto di erba, che riconobbi essere la “Ruta”. Quest’erba era infatti considerata molto versatile a casa della nonna nel Rhode Island. Solitamente prendevamo il tè con la Ruta per calmare lo stomaco; aggiungevamo quest’erba anche all’ alcool denaturato, in modo tale che, applicato sulle ferite, il dolore fosse alleviato. E miracolosamente accelerava la guarigione se applicata sui nostri graffi e lividi. Ed eccola qui, la pianta magica in una bottiglia di grappa trovata in commercio… la comprai subito naturalmente!!

Questa si dimostrò essere non soltanto una qualsiasi grappa, ma una vera e propria grappa tradizionale artigianale che dimostrava con orgoglio il suo carattere. La Ruta Nardini è uno dei migliori distillati in una categoria molto affollata.

Siate cauti miei colleghi artigiani; la “mixologia” con questo “spirito unico”, come il forte sapore dei suoi cugini – lo Scotch Whisky single malt e la Tequila pura – non è cosa facile. E’ necessaria una mano abile per domare questa ribelle in un cocktail ben bilanciato!

Io ho scelto un cugino della grappa proveniente dalla stessa regione d’Italia, il Prosecco – insieme agli aperitivi, frutta fresca ed erbe – da abbinare alle grappe Nardini. Ho lavorato con semplicità ed un tocco “soft”. Ho voluto abbinare questi drink con il cibo – come antipasti o altri appetizer – in compagnia della mia famiglia e degli amici; e con almeno uno dei cocktail abbinato al tiramisù o allo zabaione.

L’anima della grappa Nardini è nelle uve usate per produrre il vino e il suo potere e forze derivano dal suolo e dai minerali al suo interno, ma il suo carattere è opera dalla mano sapiente del distillatore.

Lo Chef Gennaro Contaldo gusta la Nardini semplicemente versandola nel caffè espresso e io pure.. Ma io spesso celebro un momento di tranquillità con la Ruta Nardini a temperatura ambiente e da sola… e tengo lontani i brutti pensieri!

Dale DeGroff

“Mezzo e Mezzo” la storia

ponte vecchio bassanoE’ probabilmente il più esclusivo aperitivo mai inventato.. perchè l’unico posto dove può essere bevuto è a Bassano del Grappa (per il momento!). Il classico aperitivo Nardini è da sempre il Rosso, un vermouth bitter rosso mixato con seltz. Nel 1970 un cliente decise di provarlo con un po’ di liquore al Rabarbaro Nardini. Quest’idea si diffuse e quel “po’” di Rabarbaro aumentò sempre più fino a far diventare l’aperitivo composto per metà da Rosso e per l’altra metà da Rabarbaro. Da qui il nome “mezzo e mezzo”, richiesto da sempre più persone che transitano alla Grapperia sul Ponte Vecchio di Bassano.

Durante la Prima Guerra Mondiale, Ernest Hemingway, di stanza come autista di ambulanze e a Villa Erizzo sulle rive del Brenta, si recava spesso alla Grapperia Nardini per uno bicchierino di grappa. Grappa che si ritrova spesso in molte delle sue opere, soprattutto quelle relative alla guerra.

Durante la Seconda Guerra Mondiale molte sono le difficoltà per i Nardini, tra cui le frequenti requisizioni del prodotto da parte degli eserciti e la completa distruzione del Ponte ad opera dei Tedeschi in ritirata. Finita la guerra, gli Alpini ricostruiscono il Ponte. E proprio a loro viene intitolato durante l’inaugurazione del 3 ottobre 1948, alla presenza di Alcide De Gasperi che tiene in mano una bottiglia di grappa Nardini quale simbolo benaugurale.

Nel 1987, la persona più famosa che camminò attraverso la porta della Grapperia Nardini fu la Regina Madre d’Inghilterra, che firmò il libro degli ospiti con un semplice “Elisabeth R” e la data. Essa apprezzò così tanto la grappa Nardini che questa divenne l’unico superalcolico servito al matrimonio di sua figlia: la Regina Elisabetta II.

Spaghetti alla chitarra al Salmone e Grappa Nardini

ricetta spaghetti alla chitarra al salmone e grappa bianca nardiniAvete mai provato gli spaghetti alla chitarra al salmone e grappa?

Se volete provare a fare questo piatto a casa vi servono solo pochi ingredienti:
500 gr di spaghetti alla chitarra (4 persone)
200 gr di salmone affumicato, tagliato a pezzettini
250 ml panna da cucina
100 gr di burro
1 bicchierino di Nardini Bianca
Sale e pepe

Preparazione
Mettete un terzo del burro in un wok (o in una pentola antiaderente profonda) con la panna, il sale e il pepe e cucinate per 5 minuti a fiamma bassa. Aggiungete il bicchierino di grappa e aumentate la fiamma per 2 minuti; aggiungete il salmone e cucinate per qualche altro minuto. Togliete la pentola dal fuoco. Cucinate a parte la pasta in abbondante acqua salata fino a che non sarà al dente.
Scolate la pasta e fatela saltare con il salmone. Servite il tutto con una spruzzata di prezzemolo fresco.
Buon appetito :)

Caipinardi l’alternativa alla tradizionale Caipirinha

caipinardiL’estate è arrivata ed ecco un’alternativa alla classica Caipirihna, la CAIPINARDI

Ingredienti
50 ml Nardini Bianca
1 lime fresco
15 ml sciroppo di zucchero di canna
1 fetta di lime per guarnire

Preparazione
Tagliate il lime in otto spicchi, e, con un pestello, triturateli con lo sciroppo di zucchero in un bicchiere. Versate la grappa e mescolate. Riempite il bicchiere con ghiaccio tritato e mescolate ancora. Guarnite con la fetta di lime.

La ricetta del tradizionale aperitivo di Bassano del Grappa il “mezzo e mezzo”

mezzo e mezzo aperitivo bassano del grappaIn Italia molte città hanno il proprio aperitivo caratteristico come ad esempio: lo spritz a Padova, il Negroni a Milano, ma a Bassano del Grappa si beve  il “mezzo e mezzo”.

Se volete provarlo ecco gli ingredienti:
35ml Rabarbaro Nardini
35ml Rosso Nardini
70ml Seltz
Una scorzetta di limone

Preparazione
Mescolare il Rosso e il Rabarbaro Nardini in un bicchiere con qualche cubetto di ghiaccio.
Aggiungere una scorzetta di limone. Riempire il bicchiere con il seltz.
Questo è il classico aperitivo servito alla Grapperia Nardini sul Ponte Vecchio.

Le “Bolle Nardini” di Massimiliano Fuksas

massimiliano fuksas - bolle nardiniDue “mondi”: il primo “sospeso”, formato da due bolle ellissoidali trasparenti che racchiudono i laboratori del centro di ricerca, e l’altro “sommerso”, uno spazio scolpito nel terreno come un canyon naturale che ospita un auditorium di 100 posti a sedere. Una rampa discendente, matrice generatrice dello spazio-canyon, conduce all’auditorium ed è utilizzabile anche come platea all’aperto.
La contrapposizione delle due platee inclinate forma un’unica arena continua per ospitare eventi. Lo spettatore seduto è circondato da un landscape generato dall’andamento aritmico delle pareti del muro inclinato. Due segni: uno raffinato, elegante, tecnologico, immateriale. L’altro brutale, dove la materia, il cemento armato, diventa epifania della forma. Un contenente e un contenuto, positivo e negativo in continua tensione connessi dalla struttura inclinata dell’ascensore ma immersi nella loro energia di segno contrario che spinge verso l’alto le bolle vitree dei laboratori e sprofonda nel sottosuolo l’auditorium con la sua pesante corposità.

Massimiliano Fuksas

L’idea di questo progetto nasce con l’obiettivo principale di supplire alla necessità di un auditorium, in cui potessero essere accolte tutte le persone interessate alla cultura della Grappa che, non soltanto nel periodo di distillazione (novembre/aprile circa), potessero apprendere attraverso dei filmati il processo di produzione della Grappa Nardini e la sua lunga storia. Il 2004 è stato inoltre l’anno del 225° anniversario dell’azienda. Lo si è voluto celebrare con un’opera architettonica che lasciasse un segno di valore; un’opera che valorizzasse sia il territorio che la cultura imprenditoriale e che soprattutto restasse nel tempo, come monito alle generazioni future. Una decisione maturata nel 2000 e da quel momento portata avanti con passione, scegliendo la strada della qualità nell’innovazione, affidando questo compito all’architetto Massimiliano Fuksas. Una scelta, questa, dettata dalla volontà di avere un architetto italiano ad interpretare un prodotto solamente italiano come la grappa, ma anche di fama mondiale, che valorizzasse ulteriormente l’opera dandole un respiro internazionale.

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