Storia della distillazione delle acqueviti

 
 

acquaviteL’Acquavite trae le sue origini dall’Alchimia, pratica di distillazione delle erbe aromatiche nata probabilmente nell’Asia meridionale, passata in Egitto e successivamente in Grecia dove fu appresa dai Romani. È più verosimile che la distillazione in genere abbia avuto inizio tra l’VIII ed il VI secolo a.C. in Mesopotamia, mentre quella relativa al vino per ottenerne acquavite risulta citata dagli alchimisti solo dal XII secolo d.C.

 

Il primo a parlare dell’ottenimento di alcool dal vino è il LULLI, nel XII secolo, che chiama per la prima volta col nome di alcol la frazione più eterea del distillato. Il medico padovano Savonarola (zio del celebre frate) pubblica il primo trattato sull’ottenimento dell’acquavite “De arte confectionis acquae vitae” nel XV secolo. L’acquavite, per lungo tempo, viene largamente utilizzata a scopo medicamentoso e viene portata in tavola come liquore soltanto nel XVI secolo. Come medicamento venne usata in dosi massicce anche per curare i bambini, o nei periodi di pestilenza. Il Manzoni stesso descriveva i “monatti” perpetuamente ubriachi durante la peste di Milano. A Venezia nel XVII secolo sorse la “corporazione degli acquavitieri”, ad indicare l’uso qui diffuso di tale prodotto.

 

È invece provato che la grappa vera e propria veniva correntemente prodotta nel Friuli nel XV secolo e da questa regione veniva pure esportata. Soltanto verso la metà del XVII secolo si parla inequivocabilmente di distillazione della vinaccia, ed il termine “grappa” è entrato nell’uso comune solo alla fine del secolo scorso.

 
 

Lascia un commento

 
 
 
Sfoglia il ricettario della Grappa
 
 
SEGUICI SU TWITTER